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Emanuele Semprini. Il portiere gialloblu raccontato a nostro modo

Se ad Emauele Semprini, neo portiere del Novafeltria, da piccolo gli avessero detto di volare, probabilmente avrebbe preso tutti per matti. Batman rimaneva un idolo dei cartoni, l’uomo Ragno dei fumetti ma provate a mettere entrambe le caratteristiche di un uomo pipistrello e dell’uomo ragno assieme ed ecco che tela ed ali per raccogliere ed evitare gol è cosa fatta. Si è costruito e formato Emanuele Semprini. Ha preso per mano quel pallone  capendo che l’idea di volare sul pianeta terra potesse davvero affascinarlo, da allora  si è stabilito in porta e non si è più levato. L’altezza rispetto ad altri più enormi di lui  rimaneva un handicap sul quale sorvolare, ma lui ci scherza sopra dicendo che dove ci sono dei limiti para (in tutti i sensi) mostrando i propri pregi. Lo era Luca Mondini in serie A, un portiere che nell’Inter non trovò mai spazio, ma che col suo metro e settantadue difese il più bel Vicenza di sempre, perfino di quello di “Pablito Rossi” e Roberto Baggio, riuscendo a conquistare una Coppa Italia, prima di sfiorare l’impresa  andando a un passo dalla gloria in coppa delle Coppe, quando a fare fuori i biancorossi ci pensò il Chelsea di Zola e Vialli.

La carriera l’ha visto protagonista tra le file di Coriano in promozione (in annate diverse), Vis Argentina dove è rimasto tre stagioni, Corpolò, S.Ermete e Novafeltria. Tra Promozione e Prima Categoria Emanuele ha dimostrato le proprie capacità: il classico portiere che ama uscire e giocare di piede, caratteristica non comune ai numeri uno, specie per tecnici offensivi come Zeman, la cui idea di calcio prevedeva che proprio il portiere impostasse con i piedi l’azione di gioco.   Emanuele prenderà l’eredità del duo Ronci-Spadazzi che a Novafeltria ha ben figurato. Spadazzi accasatosi a Pietracuta, continua ad essere un esempio per tutti i giovani, all’età di quasi 48 anni ancora è pronto a difendere i pali, mentre Ronci ripartirà da Pennabilli. Con Emanuele in stagione ci saranno il vice Germani -proveniente direttamente dalla formazione Juniores- e la chiocca Daniele Casali, una vita in gialloblu pronto a mettere la sua esperienza tra i pali e all’interno dello spogliatoio. Il neo allenatore gialloblu Achille Fabbri, ha già avuto modo di avere alle sue dipendenze il portiere Semprini, proprio lui l’ha voluto fortemente in questa nuova esperienza che metterà entrambi nelle condizioni di mettersi in mostra cercando di divertire il pubblico, di divertirsi e di regalarsi in stagione delle soddisfazioni. Dopo l’annata di alti e bassi vissuta a S.Ermete, Emanuele ha l’occasione di riscattarsi, ha la fiducia dell’intero ambiente e sicuramente questo fattore lo aiuterà a ritrovare quella serenità interna venuta a mancare in qualche frangente dell’ultimo torneo.

Ma per lui il pallone è un divertimento, dopotutto per chi nasce in un giorno di festa come il 25 dicembre, non potrebbe essere altrimenti. Ma dicembre è anche il mese del suo club del cuore, il Milan.  Nato sotto il segno del capricorno, rappresenta l’uomo serio, volenteroso ma anche permaloso, ma soprattutto fa parte di quelle persone con un cuore grande come una casa, ma mai farlo arrabbiare, specie in partita nel caso in cui si subiscano reti evitabili. Per uno nato nel 1988’ e che da piccolo ha avuto modo di crescere vedendo la più bella dinastia di portiere nel massimo torneo italiano, pare davvero anomalo apprendere che non abbia mai avuto un vero riferimento, eppure tra Zenga, Pagliuca, Peruzzi, Tagliatela, Rossi, Marchegiani, Toldo, Fontana, Pinato, Ferron,Turci  ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta, ma Emanuele è fatto così, come dicevo sopra, un capricorno duro, dal cuore grande ma anche dall’umiltà enorme che col trascorrere del tempo l’hanno portato ad ammirare chi con lui battagliava (tra i pali) sui campi di calcio locale per rubare più segreti possibili. Si dice che quando l’esperienza insegna….. il gol (aggiungiamo noi) per tanti attaccanti con lui in porta rimarrà solo un optional!

D.M.