Crea sito

Allievi: Botticelli nuovo allenatore

 A Roberto Botticelli dalla Valmarecchia non garba affatto che siano altri a decidere per lui. Fin da ragazzino ha sempre preteso da se stesso e dagli altri di avere costantemente il comando della situazione in fatto di pallone. Per questo decideva la formazione anche nelle partitelle giocate in strada o nei campetti: più predestinato che prepotente. Ogni qual volta sale su un aereo o su una gru, pensa che un giorno potrebbe frequentare un corso di volo o altro e trovarsi al posto di comando. Come quella volta quando nel 94’ smise di giocare iniziando la sua avventura da tecnico  con la Juniores a Secchiano. E allora – per uno che è maniacale sul lavoro, vive di programmazione e non trascura il minimo particolare – la scelta di iniziare ad allenare poteva essere solo una formalità, nel 96’ infatti,  arrivò il grande passo con il conseguimento del patentino da allenatore in quel di Ancona.

La carriera da tecnico. Inizia il suo percorso di formazione allenando nelle giovanili. A Pietracuta esordisce vincendo al primo colpo -con la Juniores- il campionato. L’impresa viene quasi sfiorata l’anno dopo ma perde la finalissima.  Retrocede per scelta personale nella categoria Giovanissimi, dove con la Junior Valmarecchia nel 99’ vince il proprio girone, ma perde sfortunatamente la finalissima a San Giovanni in Marignano. A questo punto decide di aggettarsi nella mischia e sfida le proprie capacità prendendo le redini della prima squadra del Secchiano. Dopo una battaglia vinta dalla società che vede l’intromissione dell’Olimpya nel girone romagnolo e non più marchigiano, Botticelli parte dalla terza categoria vincendo il campionato a suon di record con 91 punti e 100 gol realizzati. Per due anni di fila in Seconda Categoria con gli stessi colori, sfiora la promozione in Prima, poi decide di fermarsi per ripartire dalla Juniores del S. Ermete dove vince il campionato e a cinque giornate dalla fine viene chiamato dal presidente Mazza in Prima squadra per centrare l’impresa disperata inerente alla salvezza. Botticelli sorprende sé stesso, ottiene 13 dei 15 punti disponibili e trascina la formazione dalla zona rossa alla zona verde, ad un passo dai play off.  L’anno successivo viene confermato alla guida della Prima Squadra con l’intero organico proveniente dalla Juniores. Scelta azzardata quella societaria ma che Botticelli porta quasi alla missione prefissata prima che venga esonerato nonostante una posizione tranquilla di classifica. Paradossalmente persa la sua guida, il S. Ermete, perde le ultime partite e retrocede.  Il rientro in famiglia nella sua vallata dove tocca con mano le piazze di Novafeltria, Perticara e Talamello prima del riapprodo a Pietracuta dove trascina i rossoblu dalla Seconda categoria alla Promozione. Nonostante la fiducia societaria opta per qualche mese di tranquillità prima che arrivi la chiamata della Verucchiese (sempre in Promozione) che non riesce a salvare. A Novafeltria le ultime panchine con l’amaro in bocca di aver perso uno spareggio col Granata rimasto ancora PIù indigesto alla piazza per come avvenuto.

La nuova avventura. Tornerà ad allenare i giovani con la voglia di un ragazzino e con la consapevolezza che gli anni passano ma non certamente per quella passione chiamata pallone. E’ un Botticelli che si lascia andare ai nostri microfoni e che ci tiene a precisare:” Ho scelto di riabbracciare il Novafeltria perché lo volevo fortemente. Appena la società mi ha chiamato mi sono sentito orgoglioso. Ho parlato col nuovo coordinatore del settore giovanile che una volta esposto il progetto gialloblù mi ha convinto immediatamente”.  Siamo in attesa di chiudere la nostra intervista ma Botticelli si sofferma sul ringraziamento più importante e forse più decisivo della sua vita: “ Torno in campo dopo una pausa sabatica voluta fortemente perché desideravo passare del tempo con la mia famiglia. Questa passione mi ha dato tante soddisfazioni sul piano professionale ma ho capito anche che deve essere svolta distribuendo le giuste energie e il giusto minutaggio con le persone a me più care e io qualche errore l’ho fatto”. Meglio tardi che mai, Roberto “Bobo” Botticelli classe 1961, si rimette in pista, aggiungendosi al gruppo di allenatori che compongono lo staff giovanile che ora più che mai è portato alla valorizzazione dell’intero settore giovanile.

DM (agenzia comunicazione )